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| Pastelli a olio e collage |
venerdì 29 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
Filippo, il giullare di Dio
Illustrazione per il numero di MM 2013/4 sulla vita di San Filippo Neri.
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| Acrilico, inchiostro, acquerello |
Diventato sacerdote cominciai a vivere in comunità con gli altri monaci e l'esperienza era talmente bella che il Papa Gregorio XIII ci regalò un'intera chiesa per poter portare avanti questa avventura. La struttura era così grande che solo dei ragazzi avrebbero potuto riempirla.
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| Acrilico, inchiostro, acquerello |
State buoni se potete
Particolare
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| Acrilico, inchiostro, acquerello |
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| Acrilico, inchiostro, acquerello |
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giovedì 14 febbraio 2013
Elisabetta, moglie, mamma e santa
Illustrazioni per il numero di MM 2012/3 sulla vita di Santa Elisabetta.
Una volta, prima di entrare in Chiesa, mi sono tolta la corona e l'ho appoggiata ai piedi della croce. Tutti mi hanno guardato male. Ma come avrei potuto tenerla sul capo se Gesù, l'unico vero Re aveva una corona di spine.
... offrivo pane e frutta a tutti coloro che ne avevano bisogno e mi fermavo a parlare e ad ascoltare i problemi dei sudditi.
... una sera capitò un religioso che raccontò la storia di un uomo chiamato Francesco, originario di Assisi. Io ne rimasi affascinata e decisi che volevo seguire il suo esempio.
Una volta, prima di entrare in Chiesa, mi sono tolta la corona e l'ho appoggiata ai piedi della croce. Tutti mi hanno guardato male. Ma come avrei potuto tenerla sul capo se Gesù, l'unico vero Re aveva una corona di spine.
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| Acquerello e inchiostro |
... offrivo pane e frutta a tutti coloro che ne avevano bisogno e mi fermavo a parlare e ad ascoltare i problemi dei sudditi.
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| Acquerello e inchiostro |
... una sera capitò un religioso che raccontò la storia di un uomo chiamato Francesco, originario di Assisi. Io ne rimasi affascinata e decisi che volevo seguire il suo esempio.
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| Acquerello e inchiostro |
Un ricamo perfetto
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domenica 10 febbraio 2013
Un giardino per Ofelia
Lavoro realizzato in seguito alla visione dello spettacolo teatrale "Tiergartenstrasse 4 - Un giardino per Ofelia" dramma in due atti della compagnia Teatro dell'Argine - ITC Teatro di San Lazzaro (Bologna), pubblicate sul blog La quinta parete.

Ofelia - (rientra con i biscotti) Un po' di biscotti intanto che si scalda il tè.
Heil Hitler! Heil Hitler! Heil Hitler! Heil Hitler!
Gertrud Danischer.
Amburgo, 27 maggio 1905.
Innocente. Io non ho ucciso Ofelai von Pohlisch, io ho salvato Ofelia von Pilisch.
domenica 27 gennaio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
L'educazione sentimentale (I mostri di D.Risi)
La rivista Illustrati ha lanciato la selezione di marzo sul tema de I mostri.
Mentre lavoravo al sogno di Giovanni Bosco, una delle prove mi è sembrata adatta per raccontare l'episodio "L'educazione sentimentale" del film di Dino Risi I mostri.
Mentre lavoravo al sogno di Giovanni Bosco, una delle prove mi è sembrata adatta per raccontare l'episodio "L'educazione sentimentale" del film di Dino Risi I mostri.
Si vedono ma non si riconoscono,
i mostri,
sfumati confondono la loro identità,
suggeriscono,
ordinano,
dissimulano,
cambiano.
Disordine, disagio, distorto.
Io lo vedo,
e tu?
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Roberto Parmeggiani
martedì 8 gennaio 2013
Studio per il sogno di Giovanni Bosco
In quel momento apparve un uomo venerando, in virile età, nobilmente
vestito. Un manto bianco gli copriva tutta la persona; ma la sua
faccia era così luminosa, che io non potevo rimirarlo.
mercoledì 2 gennaio 2013
Studio per "Il soldato, la betulla e i tre falchi"
Questo è il risultato dello studio sulla fiaba russa "Il soldato, la betulla e i tre falchi" che ho realizzato durante il corso di illustrazione a cui ho partecipato a Sarmede, condotto da Javier Zabala, a inizio novembre 2012.
C’era una volta un soldato che stava tornando a casa dopo tanto tempo, e per la strada incontrò un diavolo.
“A casa” rispose il soldato.
“E cosa ci vai a fare? Non hai né moglie, né figli. Vieni a lavorare con me, piuttosto! Vedrai, ti ricompenserò con generosità”.
“E in cosa consiste il lavoro?”.
“È una cosa facile facile: devo andare al di là del mare blu per le nozze di mia figlia, ma qui ho tre falchi. Guardameli fino al mio ritorno, e ti ricompenserò”.
“E in cosa consiste il lavoro?”.
“È una cosa facile facile: devo andare al di là del mare blu per le nozze di mia figlia, ma qui ho tre falchi. Guardameli fino al mio ritorno, e ti ricompenserò”.
Il soldato pensò: ‘Senza soldi la vita è dura. E seppure da un diavolo,
almeno qualche cosa ci guadagnerò’ e così acconsentì.
Il diavolo lo condusse nel suo meraviglioso palazzo incastonato di pietre preziose, poi partì in fretta per andare al di là del mare blu.
Il diavolo lo condusse nel suo meraviglioso palazzo incastonato di pietre preziose, poi partì in fretta per andare al di là del mare blu.
Il soldato, curioso, non faceva che andare avanti e indietro per tutte
quelle stanze piene di ori e velluti, ma alla fine si annoiò e scese in
giardino. E lì, mentre passeggiava, una betulla gli parlò: “Soldato, ti prego,
vai al villaggio e chiedi al parroco di consegnarti quello che ha sognato
stanotte”.
Il soldato andò, il parroco prese un libro e glielo consegnò.
“Grazie soldato – gli disse poi la betulla del giardino – Ora leggi!”.
Iniziò così a leggere il libro.
Lesse per una notte e, dalla betulla, uscì una meravigliosa fanciulla, fino al petto.
Lesse una seconda notte e, dalla betulla, uscì una meravigliosa fanciulla, fino alla cintura.
Lesse una terza notte e, dalla betulla, uscì una meravigliosa fanciulla, completamente.
La ragazza lo baciò, e gli disse: “Sono la figlia di uno zar, mi ha rapita il diavolo e mi ha trasformata in betulla. I tre falchi sono i miei fratelli: volevano liberarmi, ma sono caduti in trappola anche loro!”.
Non appena la principessa ebbe pronunciato queste parole, arrivarono in volo i tre falchi, si gettarono sulla terra umida e ritornarono subito tre bei giovani.
Allora si prepararono e ritornarono nel loro regno accompagnati dal soldato. Lo zar e la zarina non stavano più in sé dalla felicità, ricompensarono il soldato e acconsentirono alla sua richiesta di nozze con loro figlia.
Così il soldato e la principessa si sposarono, e da allora vissero per sempre felici e contenti.
“Grazie soldato – gli disse poi la betulla del giardino – Ora leggi!”.
Iniziò così a leggere il libro.
Lesse per una notte e, dalla betulla, uscì una meravigliosa fanciulla, fino al petto.
Lesse una seconda notte e, dalla betulla, uscì una meravigliosa fanciulla, fino alla cintura.
Lesse una terza notte e, dalla betulla, uscì una meravigliosa fanciulla, completamente.
La ragazza lo baciò, e gli disse: “Sono la figlia di uno zar, mi ha rapita il diavolo e mi ha trasformata in betulla. I tre falchi sono i miei fratelli: volevano liberarmi, ma sono caduti in trappola anche loro!”.
Non appena la principessa ebbe pronunciato queste parole, arrivarono in volo i tre falchi, si gettarono sulla terra umida e ritornarono subito tre bei giovani.
Allora si prepararono e ritornarono nel loro regno accompagnati dal soldato. Lo zar e la zarina non stavano più in sé dalla felicità, ricompensarono il soldato e acconsentirono alla sua richiesta di nozze con loro figlia.
Così il soldato e la principessa si sposarono, e da allora vissero per sempre felici e contenti.
(Nel bosco della Baba Jaga - Luigi dal Cin - Franco Cosino Panini Editore)
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domenica 30 dicembre 2012
San Giorgio e il drago
Pubblicata su Milizia Mariana - 01/2013
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